Domenica 21 febbraio 2010
"Napoli città della Bicicletta, città dell'Avvenire"
Percorsi ciclabili a Napoli:
da Piazza Dante al Real Bosco di Capodimonte.
Difficoltà:* (facile) per tutti i tipi di bici
Guida: Ettore Brizzi 3332443320
Bicicletta e libertà: la scoperta di un sistema di mobilità ecologico e sostenibile
Raduno: Piazza Dante ore 9,30
Partenza: h. 10,00 precise!
Percorso:Via S.Teresa degli Scalzi, Corso Amedeo di Savoia, Via Capodimonte.
Ritorno: Percorso inverso
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Il parco Di Capodimonte
Carlo III di Borbone nel 1735 diede avvio al progetto di realizzazione del parco, trasformando un’area di 124 ettari che degradava dalla Reggia al vallone di San Rocco. Con la costruzione del Sito Reale Borbonico si crea un parco destinato prevalentemente a giochi di caccia, trasformando ad attività venatoria terreni di uso agricolo. Dal punto di vista botanico significava impiantare accanto ai frutteti una serie di entità vegetali (lecci e mirto) adatti come habitat naturale per fauna di carattere venatorio. Fino al 1883, il parco mantenne quasi esclusivamente questo carattere. |
Nello stesso anno Ferdinando II fece aprire i cinque viali che si irradiano dal cancello di mezzo e le altre strade per rendere agevole il passeggio. Lavoravano nel parco Sanfelice e Fuga, per disegnare le prospettive dei viali, i perimetri delle aiuole, le suggestive immagini del giardino all’italiana. Con il passare degli anni e il diverso modo di concepire il giardino, si creano i presupposti per la sua trasformazione. Vennero chiamati Giovanni Gussone prima e poi Federico Dehnhardt, ambedue responsabili del Real Orto Botanico. Il loro lavoro contribuì ad accelerare il cambiamento. In quel periodo (1820) a Napoli e nel Real Orto Botanico si acclimatavano una serie di piante esotiche che furono impiantate anche nel parco di Capodimonte. Il gusto delle piante esotiche si associava ad un nuovo modo di fare il giardino di cui il Dehnhardt era valido conoscitore: il giardino all’inglese. Fu proprio il botanico tedesco a progettare la prima area a giardino all’inglese del parco: l’area della Casina dei Principi. La Casina dei Principi era un edificio destinato ad alloggiare ospiti reali, ubicata di fronte alla Reggia. Dopo questo episodio il parco perde il carattere produttivo-agricolo ed acquista una configurazione vegetazionale dell’architettura del verde. Vennero costruiti una serie di edifici utili alla conduzione agricola e manutenutiva del parco.