Sabato 21 novembre ciclo-passeggiata culturale “Le porte di Napoli”

Appuntamento ore 9.30 Piazza Plebiscito

partenza ore 10,00.

Percorso facile adatto a tutti e per tutti i tipi di bici.

Guida: Titti Vollero cell. 3396795037 

Guida culturale: Arch. Teresa Dandolo

           La città e le mura.

L’itinerario esplorerà il rapporto tra cinta muraria e città. Napoli fin

dalla sua fondazione è stata sempre circondata da mura (Neapolis (476 a.C.) e pur nascendo su di un terreno già per sua natura fortificato fu dotata di mura che se inizialmente non costituivano una vera cinta difensiva furono poi modificata per renderla adatta allo scopo. Vedremo così la sua evoluzione dalla epoca greco romana a quella angioina, aragonese, vicereale e settecentesca. Attraverso le porte della città ricostruiremo l’articolazione difensiva di Napoli

Porta del Carmine.

Demolita nel 1864 per ampliare l’attuale Corso Garibaldi era una delle tre porte della cinta muraria aragonese insieme a Porta Capuana e alla Nolana a cui doveva essere molto simile.

Porta Nolana 

Il nome trae la sua origine dal posizionamento sulla strada che conduceva a Nola. Inglobata ed in parte coperta da case conserva ancora le sue forme architettoniche che nella loro semplicità mostrano gli elementi decorativi in funzione del carattere difensivo dell’opera.

Porta Capuana 

Della Porta Capuana, da cui partiva la strada per Capua, si ha memoria sin dal 815. In occasione della costruzione delle mura aragonesi orientali, l’apertura che si trovava nei pressi di Castel Capuano fu spostata di circa 200 metri ad est (1484); in tal modo si realizzò nella cinta muraria della zona di Carbonara e di Castel Capuano. Il suo posizionamento determinato da fattori strategici determinò da subito la maggiore importanza

Porta S. Gennaro 

La vecchia porta S. Gennaro cosiddetta perché conduceva alle catacombe omonime fu trasferita dal monastero di Gesù delle Monache alla collocazione attuale. La struttura cinquecentesca è costituita da una semplice e solida base in piperno nella quale si apre un’arcata a tutto sesto. Fu coronata dopo l’epidemia di peste del 1656 da un nicchione decorato da uno stupendo affresco di Mattia Preti solo di recente restaurato.

Port’Alba 

Fu aperta nel 1625 per concessione del viceré don Antonio Alvarez de Toledo, duca d’Alba dopo che gli abitanti del quartiere Avvocata aprirono per ben due volte un varco nelle mura creando così un ‘pertugio’ poi murato dalle autorità. Nel 1797 fu allargato il varco della porta che assunse la forma attuale.